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La pensione integrativa è una forma di risparmio pensionistico. Aggiungendosi alla pensione INPS (detta di primo pilastro) costituisce una seconda fonte di reddito durante l’età pensionabile e, quindi, costituisce il secondo pilastro del sistema pensionistico italiano.

Lo scopo, visto il progressivo abbassamento dell’assegno pensionistico INPS, è quello di contribuire al mantenimento di un adeguato tenore di vita anche dopo il pensionamento. Vista la sua funzione sociale, il risparmio avviene in regime tutelato ed è fiscalmente agevolato.

Menzione particolare spetta anche alla R.I.T.A (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) che, introdotta solo nel 2017, consente al lavoratore di andare a riposo prima di aver raggiunto il requisito pensionistico.

Obiettivo di Fondapi è creare per gli aderenti una pensione integrativa da aggiungere alle sempre più esigue pensione di base.

Come nasce la previdenza complementare e l’esigenza di una pensione integrativa

Dal sistema retributivo a quello contributivo

Il regime pensionistico pubblico italiano opera secondo il sistema a ripartizione. Le attuali pensioni vengono pagate dai lavoratori attualmente in forza e le loro pensioni saranno pagate dai futuri lavoratori attivi. È il cosiddetto “patto intergenerazionale” attivo sin dagli anni Settanta.

L’andamento demografico italiano, quindi:

  • la diminuzione delle nascite
  • l’aumento dell’età media

ha, da un lato, diminuito il numero dei lavoratori e, dall’altro, aumentato il numero di aventi diritto alla pensione.
Inevitabilmente si è creato un notevole deficit nel bilancio dello Stato italiano costretto ad indebitarsi per pagare le pensioni.

Negli anni sono quindi state introdotte numerose riforme del sistema pensionistico per garantirne la sostenibilità economica. Riforme che hanno via via sempre più eroso l’assegno pensionistico dei futuri e dei neopensionati.  Il passaggio al sistema contributivo, che penalizza maggiormente l’importo pensionistico, è avvenuto proprio per questo motivo.

La previdenza complementare è quindi stata progettata come sostegno della previdenza obbligatoria. Si tratta di un sistema attuabile su base volontaria che consente di ottenere una pensione integrativa che, come già detto, ha come obiettivo quello di garantire un adeguato tenore di vita futuro. In aggiunta, il legislatore ha introdotto la possibilità di ricorrere alle somme accumulate anche per particolari esigenze che possono occorrere durante la carriera e la vita di una persona. È, quindi, possibile richiedere anticipazioni al verificarsi di alcune condizioni o, pure, riscatti totali o parziali al verificarsi di altre.

Come si costituisce la pensione integrativa

Senza addentrarci in tecnicismi, i fondi pensione operano sui mercati finanziari secondo il meccanismo della “capitalizzazione”. Attraverso le aziende e i lavoratori raccolgono le contribuzioni a cadenze prefissate e le investono secondo la linea di gestione (comparto) scelto dall’aderente. Al raggiungimento del requisito pensionistico, il capitale accumulato (contributi + rendimenti) viene erogato sotto forma di pensione integrativa in capitale (liquidazione in un’unica tranche o in rendita (liquidazione in rate).

Le tipologie di fondi pensione

Il fondo pensione, come dice il nome, è lo strumento ideato e pensato per costruirsi la pensione integrativa.
In Italia esistono tre diverse tipologie diverse di fondo pensione. Quali sono e quale scegliere?

  • Fondi pensione negoziali (o chiusi) – come Fondapi. L’adesione a questi fondi è riservata esclusivamente a specifiche categorie di lavoratori e nascono dall’accordo tra associazioni di categoria e rappresentanze dei lavoratori.
    Scopri chi può aderire a Fondapi!
  • Fondi pensione aperti. Come dice il nome l’adesione a questa tipologia è aperta a tutti coloro che intendono costruirsi una pensione integrativa, indipendentemente dalla categoria del contratto di lavoro. Sono istituiti prevalentemente da banche e da società di assicurazioni.
  • PIP (Piani Individuali Pensionistici). Sono rivolti a tutti coloro che, indipendentemente dalla situazione occupazionale, intendono costruirsi una pensione complementare. Sono istituiti unicamente da compagnie assicurative.

La differenza tra queste tipologie di fondi è principalmente legata al loro costo. I fondi pensione negoziali (legati al CCNL) mediamente hanno costi nettamente inferiori alle altre due tipologie. Questo perché da statuto sono società no profit, ovvero che non devono generare utili e remunerare gli azionisti.
I costi legati alla promozione del Fondo sono esigui e i soggetti impegnati nella promozione sul territorio sono i sindacati. Infine, ultima grande differenza, è la composizione del Consiglio di Amministrazione (CdA): nei fondi di categoria esso è composto in parti uguali da rappresentanti dei lavoratori (CGIL, CISL e UIL) e rappresentanti delle aziende (CONFAPI nel caso di Fondapi).

Nell’immagine qua sotto riportiamo l’Indice Sintetico dei Costi medio (ISC) delle varie forme pensionistiche complementari. La stessa vigilanza ha stimato che un ISC del 2% invece che dell’1% può ridurre il capitale accumulato dopo 35 anni di circa il 18%, ad esempio, lo riduce da 100.000 a 82.000 euro.

ISC Fondapi. Quanto costa un fondo pensione
L’ISC di Fondapi confrontato con la media di costo degli altri fondi chiusi, aperti e PIP

L’immagine riporta esaustivamente tutti i costi di Fondapi. Un maggiore dettaglio sui costi delle operazioni o prestazioni lo si trova sulla Scheda “I costi”.

I benefici dell’adesione alla previdenza complementare

Il lavoratore che decide di aderire alla previdenza complementare, al netto del beneficio a lungo termine derivante dalla costruzione di una pensione integrativa, accede a una vasta serie di vantaggi economici e fiscali.

  • Deducibilità dei contributi versati alla previdenza complementare (fino a 5.164€)
  • Tassazione IRPEF del TFR versato al fondo pensione di favore. Al massimo pari al 23% per riscatti prima del pensionamento. Tra il 15% e il 9% (in base all’anzianità di iscrizione) per liquidazioni conseguenti il pensionamento.
  • Contributo aziendale. Versamento, da parte dell’azienda, di un contributo aggiuntivo totalmente a suo carico (diritto del lavoratore solo in caso di adesione a fondi negoziali)
  • Possibilità di richiedere anticipi o riscatti parziali (o totali) al verificarsi di alcune determinate condizioni

Per una lista esaustiva vi invitiamo a consultare la pagina relativa ai vantaggi. Disponibile qui!

Gli investimenti e la gestione finanziaria

Al momento dell’adesione il lavoratore è libero di scegliere il comparto di investimento più in linea con il suo profilo personale. La gestione di Fondapi, orientata verso una politica di sostenibilità dell’investimento, prevede tre linee:

  • Crescita (un comparto bilanciato dove titoli azionari e obbligazionari hanno lo stesso peso)
  • Prudente (un comparto a prevalenza di titoli obbligazionari)
  • Garanzia (un comparto al 92% composto da titoli obbligazionari e con la presenzia di una garanzia assicurativa che garantisce la restituzione di almeno quanto versato in caso di rendimento negativo)

Al netto della propensione al rischio, che varia da soggetto a soggetto, la teoria legata alla scelta del comparto si basa sull’orizzonte temporale dell’investimento. Più l’orizzonte è lungo più si consiglia, durante la fase di accumulo, di orientarsi verso comparti a maggiore componente azionaria e via via scalare su comparti meno azionari quando ci si avvicina all’uscita.

Qua approfondiamo la scelta del comparto e il tema rendimenti.

L’erogazione: due tipologie di pensione integrativa

Prima di parlare di pensione integrativa, è opportuno fare la distinzione tra:

  • Prestazioni in capitale: sono liquidazioni realizzate dal fondo pensione che si concretizzano con una sola liquidazione, senza alcun frazionamento degli importi nel tempo. È il caso delle anticipazioni, dei riscatti ma anche di moltissime liquidazioni per pensionamento che vengono liquidate da Fondapi in circa 70-80 giorni.
  • Prestazioni in rendita: sono le pensioni integrative, cioè liquidazioni periodiche che vengono erogate in favore di chi ha aderito a Fondapi. È il caso di alcune liquidazioni per pensionamento che vengono erogate per tutta la vita del lavoratore e della RITA (Rendita integrativa temporanea anticipata). Una rendita che può essere chiesta dai lavoratori prossimi alla pensione ma rimasti senza lavoro e che cessa di essere erogata alla maturazione dei requisiti pensionistici.

La pensione integrativa può consistere in una prestazione in rendita che viene erogata periodicamente al pensionato fin quando è in vita. Esattamente come avviene con la pensione di base (ad esempio dell’INPS).

La pensione integrativa in rendita è sempre obbligatoria?

No. La rendita è obbligatoria solo per coloro che hanno maturato posizioni contributive più elevate. Bisogna confrontare il risparmio pensionistico maturato con gli importi riportati nella tabella dei valori soglia qui disponibile. Tali importi differiscono sulla base:

  • del sesso
  • dell’età del soggetto che richiede la liquidazione
  • del valore dell’assegno sociale, il cui ricalcolo è annuale.

Di conseguenza anche i valori soglia verranno ricalcolati annualmente e subiranno variazioni di entità, tuttavia, trascurabile.

Se la somma maturata è inferiore rispetto al valore soglia, il pensionato sarà libero di ricevere l’intera liquidazione in capitale. Quindi senza alcun frazionamento (prestazione in capitale, nessuna rendita).

Se invece la somma maturata è superiore al valore soglia, il pensionato avrà l’obbligo di convertire almeno la metà in rendita. Queste somme diventeranno quindi pensione integrativa.

Tuttavia Fondapi non eroga solo pensioni integrative. Eroga anche altre prestazioni tra cui:

Pensione integrativa per spese non previste e altre esigenze
  • anticipazioni (per spese sanitarie, per acquisto o ristrutturazione della prima casa e per ulteriori esigenze da non giustificare)
  • riscatti totali e parziali, ad esempio a seguito di dimissioni o licenziamento
  • liquidazioni per pensionamento in capitale.

Personalizzare rate e frequenza della tua pensione integrativa

Al momento della maturazione del diritto a pensione l’aderente che vorrà o avrà l’obbligo a chiedere la rendita perché ha maturato un importo superiore al valore soglia, dovrà scegliere:

  • la frequenza di erogazione della rendita (ogni quanto tempo ricevere la pensione integrativa)
  • la rendita più adatta alle sue esigenze tra le sei differenti tipologie offerte da Fondapi. Ogni tipologia di rendita prevede condizioni e garanzie differenti.
    Ad esempio la rendita reversibile, che in caso di decesso del pensionato continuerà a essere erogata in favore di un altro soggetto.

Cliccando qui potrai prendere visione delle diverse tipologie di rendite, le frequenze di erogazioni ed alcuni esempi di rendita 

Se vuoi fare alcune proiezioni dei tuoi redditi in età di pensione, puoi utilizzare i due strumenti sotto riportati:

Le tutele degli aderenti

Quanto versato ed accumulato presso il fondo pensione è fortemente tutelato, in particolare le risorse versate sono impignorabili, insequestrabili e non possono essere toccate anche in caso di chiusura o fallimento del fondo pensione. In questo caso le posizioni degli aderenti vengono o liquidate o trasferite su un altro fondo pensione.

Un’altra importante tutela è che, in caso di morte prima della pensione integrativa, quanto accumulato sino a quel momento spetta agli eredi o altri beneficiari eventualmente indicati, senza alcuna imposta di successione

Sei prossimo alla pensione?

Se ti mancano meno di 6 mesi alla pensione e vuoi essere contattato da Fondapi per una consulenza personalizzata scrivi una e-mail a pensione@fondapi.it indicando il tuo nominativo ed un tuo recapito telefonico. Sarai ricontattato al più presto!

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