Resilienza e Fondi pensione: perché le crisi e il crollo dei mercati non devono spaventarti
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Resilienza e Fondi pensione: perché le crisi e il crollo dei mercati non devono spaventarti

Le notizie dal Medio Oriente, le crisi internazionali e il conseguente crollo dei mercati finanziari possono generare una forte ansia per i propri risparmi. Se ti stai chiedendo se abbia ancora senso investire oggi, la risposta si trova nella resilienza dei Fondi pensione. Oltre la tragicità degli eventi attuali, la storia economica ci dimostra infatti che le strutture previdenziali sono progettate esattamente per incassare questi urti e proteggere il tuo domani.

Investire a lungo termine: l'andamento del Fondo Pensione in 25 anni di crisi

Torniamo indietro al 1998. Un lavoratore, che chiameremo Andrea, viene assunto e decide di iscriversi subito a Fondapi: versa il suo TFR, aggiunge l'1,20% di tasca sua e ottiene così il contributo del datore di lavoro (un ulteriore 1,20%).

Oggi Andrea è un cinquantenne e, guardando i grafici di lungo periodo, la sua sembra una scelta tranquilla. Ma prova a ricordare cosa ha significato vivere, mese dopo mese, le crisi che si sono susseguite negli ultimi 25 anni.

Le crisi storiche: da Lehman Brothers alla guerra in Ucraina

  • 2008 - Il crollo di Lehman Brothers: il momento in cui sembrava che l'intero sistema bancario mondiale stesse per disintegrarsi.
  • 2011/2012 - Lo spettro del default: i mesi dello spread alle stelle, in cui i titoli dei giornali parlavano della possibile fine dell'Euro.
  • 2016 e 2018 – I terremoti geopolitici: lo shock della Brexit e le pesanti tensioni commerciali internazionali del primo mandato Trump.
  • 2020 - La paralisi del Covid-19: il mondo intero chiuso in casa. Fabbriche spente, piazze vuote e mercati azionari a picco in pochi giorni.
  • 2022 - La guerra in Ucraina e la crisi energetica: il ritorno dell'inflazione, un mostro che sembrava sconfitto dagli anni '80 e che tornava a divorare gli stipendi.

In ognuno di questi momenti bui, Andrea ha sicuramente guardato il telegiornale pensando: "Ho perso tutto, ho sbagliato a iscrivermi".

Fondo Pensione per i giovani: trasformare l'incertezza in un vantaggio

Abbiamo parlato di Andrea, ma c'è un'altra prospettiva fondamentale: la tua. Se oggi stai per iscriverti a Fondapi e hai vent'anni o poco più, nel 1998 stavi imparando a camminare, o magari non eri ancora nato.

Tu non hai vissuto questo elenco di disastri preoccupandoti della borsa o del TFR. Tu ci sei cresciuto dentro. Nel 2008 eri alle elementari o alle medie: forse non capivi cosa fosse un "mutuo subprime", ma respiravi l'ansia degli adulti in casa. Nel 2011, durante gli anni del liceo, mentre iniziavi a pensare al tuo futuro, le uniche parole che sentivi ripetere erano "spread", "crisi" e "precariato". Nel 2020 l'università o i tuoi primi passi nel mondo del lavoro sono stati congelati da una pandemia globale. E nel 2022, appena hai iniziato a guadagnare i tuoi primi veri stipendi, te li sei visti aggredire da un'inflazione a due cifre.

Potresti pensare di far parte di una generazione sfortunata. Ma la verità è un'altra: questa sequenza ininterrotta di shock storici ha scolpito in te e nei tuoi coetanei un carattere collettivo d'acciaio. Siete abituati a navigare a vista nell'incertezza, ad adattarvi ai cambiamenti drastici e a rialzarvi, perché è l'unico mondo che abbiate mai conosciuto.

La resilienza di cui parliamo per i fondi pensione, voi l'avete già interiorizzata nella vita reale. Ora si tratta solo di applicare quello stesso carattere ai vostri risparmi.

 

Il rapporto tra Fondo pensione e crisi dei mercati: i dati storici

Di fronte a tutte quelle crisi, cosa è successo ai risparmi di Andrea? I dati reali, consultabili nella nostra pagina di confronto storico tra i rendimenti del Fondo e il TFR in azienda, ci dicono che il suo capitale ha superato in modo inequivocabile quello di un collega che nel 1998 ha avuto paura e ha preferito lasciare il TFR in azienda.

Questo accade per tre meccanismi meccanici di protezione (regolamentati e vigilati da enti istituzionali come la COVIP):

  1. L'ancora del datore di lavoro: anche nei mesi in cui i mercati crollavano, l'azienda continuava a versare quel suo 1,20% extra sulla posizione di Andrea. Un flusso reale e costante che il collega non iscritto ha semplicemente perso per sempre.
  2. L'acquisto durante le tempeste: il fondo pensione prevede versamenti mensili. Quando i mercati sprofondavano (come nel 2008 o nel 2020), i soldi di Andrea compravano quote a prezzi stracciati. Superata l'emergenza, quelle stesse quote sono state il vero motore della moltiplicazione del suo capitale.
  3. L'assorbimento dell'urto: il collega spaventato ha subìto la lenta erosione dell'inflazione sul TFR in azienda. Andrea, avendo un orizzonte di decenni, ha dato ai mercati il tempo necessario per riassorbire le cadute e generare ricchezza.

Cosa fare oggi: proteggere i risparmi dalla volatilità dei mercati

La situazione odierna in Medio Oriente è drammatica e non ti diremo che i mercati ne usciranno indenni. Ci sarà volatilità e incertezza.

Tuttavia, rinunciare oggi per paura significa cedere all'emotività del momento, rinunciando ai contributi della tua azienda e ai vantaggi fiscali. La storia degli ultimi 25 anni ci insegna che il mondo attraversa ciclicamente periodi oscuri, ma le economie hanno una spinta strutturale a riorganizzarsi e ripartire. E tu, per la storia che hai vissuto fin da bambino, sei la persona più adatta a comprenderlo.

Se devi iscriverti, fallo con consapevolezza. Scegli il comparto (Garanzia, Prudente o Crescita) più adatto agli anni che ti separano dalla pensione. Attiva il contributo dell'azienda. E poi, lascia che la struttura del sistema faccia il suo lavoro, fiducioso che l'investimento costante e il tempo sono scudi molto più solidi delle paure di oggi.

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