La crisi USA-Iran e lo Stretto di Hormuz
Il 2026 era iniziato all’insegna dell’ottimismo: i mercati finanziari registravano una crescita solida, sostenuti da una ritrovata fiducia nell’economia e dall’idea che l’inflazione fosse ormai sotto controllo.
Tuttavia, tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, lo scenario è radicalmente mutato a causa della grave escalation militare tra Stati Uniti e Iran. Le recenti dichiarazioni del Presidente Donald Trump — che ha lanciato duri ultimatum a Teheran e minacciato un blocco navale nello Stretto di Hormuz (uno snodo cruciale attraverso cui transita una fetta enorme del petrolio mondiale) — hanno riacceso i timori di un conflitto prolungato. Questa “diplomazia coercitiva” e le crescenti tensioni hanno spinto gli investitori verso un rapido riposizionamento, passando da un clima di fiducia a una fase di forte avversione al rischio.