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Il colore delle aziende

Durante lo scorso anno, abbiamo avuto il privilegio di essere accolti con entusiasmo in diverse PMI di spicco nel panorama nazionale. Dalla cosmesi alla meccanica di precisione. Dalle aziende operanti nel settore dei servizi al cliente a quelle dell’industria dolciaria. Il 2023 è stato per Fondapi un anno di scoperta. Scoperta delle piccole e medie realtà produttive del nostro Paese e scoperta dei territori nel quale operano ogni giorno. Questi incontri hanno offerto ai partecipanti un’esperienza formativa sul sistema previdenziale italiano, arricchendo le loro conoscenze e illustrando loro un metodo efficace e fiscalmente efficiente di pianificazione del loro futuro.

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Hai visto che rendimenti Fondapi?

Il 2023 si è concluso confermando la positiva tendenza di crescita in tutti i comparti di investimento di Fondapi. I rendimenti di Fondapi si posizionano, infatti, al vertice del settore e sovvertono l’andamento del 2022.

Nonostante uno scenario internazionale “complicato”, la gestione finanziaria di Fondapi ha chiuso l’anno con risultati eccezionali.

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Aggiornamento Area Riservata: SPID e altre novità!

A partire dall’8 gennaio 2024 aggiorneremo l’Area riservata sarà interessata da un corposo aggiornamento volto a migliorare l’interazione con Fondapi rendendo più semplice e più veloce la gestione del proprio fondo pensionistico.

L’aggiornamento riguarderà:

  • la modalità di accesso;
  • l’invio di contribuzioni volontarie una tantum;
  • la comunicazione di eventuali contributi non dedotti;
  • la modifica del proprio comparto di investimento.

Accesso semplice e sicuro con SPID

La prima e forse più significativa novità riguarda l’accesso all’Area Riservata. Abbiamo adottato il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) per garantirvi un accesso più sicuro e agevole. Dall’8 gennaio in poi, oltre al classico accesso attraverso le credenziali di Fondapi, sarà possibile utilizzare la propria identità digitale SPID per accedere e disporre le operazioni a Fondapi.

Contributi Una Tantum

Per semplificare ulteriormente le vostre interazioni e abbreviare i tempi di lavorazione dall’8 gennaio 2024 le pratiche di contribuzione volontaria una tantum saranno totalmente digitalizzate.

Nello specifico per inviare un contributo volontario sarà sufficiente collegarsi alla propria Area Riservata, recarsi alla sezione “Contribuzione”, inserire l’importo che si intende versare e, infine, procedere con la disposizione del bonifico.
Non sarà più richiesto ne l’invio ne la firma del modulo. Il sistema rilascerà una ricevuta istantanea di presa in carico della disposizione e non appena riceveremo il versamento lo mostrerà nel “Riepilogo ultime operazioni.
L’anno fiscale successivo Fondapi rilascerà la certificazione fiscale del versamento – da presentare ai fini della denuncia dei redditi – direttamente nella sezione “Documentazione” dell’Area Riservata.

Clicca qui per la guida ai versamenti volontari!

Contributi non dedotti: denuncia in un clic

Una seconda novità importante riguarda la gestione dei contributi non dedotti. Anche questa procedura è stata totalmente digitalizzata. Sempre dalla sezione “Contribuzione” sarà possibile comunicare a Fondapi eventuali contributi che non è possibile portare in deduzione.
Nello specifico basterà digitare nell’apposito campo la cifra eccedente il tetto di deducibilità (5.164,57€) e confermare. Il sistema acquisirà istantaneamente il dato senza alcun altro onere per l’aderente.

Clicca qui per la guida alla denuncia dei contributi non dedotti!

Cambio comparto di investimento

L’ultima novità riguarda la gestione finanziaria delle proprie risorse. Anche in questo caso abbiamo voluto ridurre al minimo il carico burocratico per l’Aderente digitalizzando interamente l’intera procedura. Recandosi nella sezione “Investimento” dell’Area Riservata sarà possibile modificare il proprio comparto di investimento in un paio di clic.
Non sarà più presente alcun modulo da firmare e inviare. Fondapi acquisirà la richiesta subito dopo la conferma del cambio e nei tempi tecnici richiesti dal disinvestimento effettuerà la modifica.

Clicca qui per la guida al cambio comparto!

Perché queste novità?

Questo aggiornamento è stato concepito con l’obiettivo di rendere le procedure più veloci e snelle, riducendo al contempo gli oneri ancora in capo ai nostri aderenti. L’introduzione del sistema SPID e la gestione esclusiva attraverso l’Area Riservata mirano a garantire un’esperienza più efficiente e sicura.

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Chiusura uffici periodo natalizio 23-24

Augurando a tutti gli aderenti felici e serene festività cogliamo l’occasione per informare che gli uffici di Fondapi e il centralino telefonico non saranno attivi dal 23 dicembre 2023 al 7 gennaio 2024 compresi!

Le normali attività riprenderanno l’ 8 gennaio 2024.

La posta e tutte le richieste che perverranno in qualsiasi modalità (e-mail, PEC, Area riservata, raccomandate e posta ordinaria) saranno prese in carico e lavorate a partire dalla riapertura degli uffici.

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Fondapi in Crescita: Performance dei Comparti a metà 2023

Il 2023 comincia con un passo decisamente diverso rispetto al 2022 e anche le performance di Fondapi ne risentono.

Lo scoppio del conflitto russo-ucraino nel febbraio del 2022 ha innescato una crisi energetica senza precedenti, almeno per il nuovo millennio. La crisi energetica ha comportato un vertiginoso aumento dell’inflazione che, tra l’altro, era già in forte crescita dalla fine del 2021 a causa della forte ripresa dei consumi post pandemia. 

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Bando selezione BANCA DEPOSITARIA

Il Consiglio di Amministrazione del Fondo Pensione FONDAPI ha deliberato di procedere alla selezione di un soggetto cui affidare il servizio di Depositario del Fondo, ai sensi dell’art. 7 del D. Lgs n. 252/05 e successive modificazioni e integrazioni.

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Bando selezione Gestore Finanziario mandati azionari comparti Prudente e Crescita

Il Consiglio di Amministrazione del Fondo Pensione FONDAPI ha deliberato di procedere alla selezione di un soggetto cui affidare due mandati Azionari attivi specialistici globali per i comparti Prudente e Crescita.

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Cessione del quinto

Cessione del quinto: cos’è, quali vantaggi e quali svantaggi

La cessione del quinto è un prestito garantito, erogato da una banca o da una società finanziaria, riservato ai lavoratori dipendenti ed ai pensionati.
È una forma di prestito molto diffusa in Italia, soprattutto tra coloro che hanno difficoltà ad ottenere un prestito tradizionale.
Il finanziamento si estingue attraverso una trattenuta dall’importo netto in busta paga – o dalla pensione – di una rata mensile pari, al massimo, ad un quinto dello stipendio o della pensione che, successivamente, viene incamerata dall’ente finanziatore.

Tuttavia, come tutte le opzioni di finanziamento, ci sono anche degli svantaggi da tenere in considerazione prima di decidere di utilizzare questo tipo di prestito.

Ma andiamo con ordine.

Vantaggi: perché richiedere una cessione del quinto?

La cessione del quinto è la forma di finanziamento più adatta e consigliata per tutti coloro che, generalmente, effettuano ritardi nei pagamenti e che non vogliono aver a che fare con rate e scadenze di prestiti classici.

I tempi di concessione sono brevi (circa quattro settimane) e consiste nell’attuare un piano di rimborso, distribuito nel tempo, fino ad un massimo di dieci anni con un tasso d’interesse fisso. 

Per di più, il richiedente, al momento della firma del contratto, non è tenuto a motivare la richiesta della cessione.

Infine, vi è la possibilità di rinnovo oppure di estinzione anticipata. La cessione, infatti, può essere interrotta in qualsiasi momento con il saldo del prestito o, se sussistono le condizioni, rinnovata al termine.

Tuttavia, come tutte le opzioni di finanziamento, ci sono anche degli svantaggi da tenere in considerazione prima di decidere di utilizzare questo tipo di prestito.

I principali svantaggi legati alla cessione del quinto

Vincoli sullo stipendio e sul TFR

Innanzitutto, la cessione del quinto è una forma di prestito che comporta un impegno a lungo termine. Infatti, il rimborso del prestito avviene attraverso la trattenuta diretta della rata dallo stipendio o dalla pensione del richiedente. In caso di licenziamento, invece, il datore di lavoro o il Fondo pensione sono obbligati a trattenere il TFR e versarlo alla banca per sanare il debito rimasto insoluto.

Tasso di interesse

Un altro svantaggio della cessione del quinto è legato al tasso di interesse. Infatti, il tasso applicato alla cessione del quinto è solitamente più alto rispetto ad altre forme di prestito, a causa del rischio maggiore che le banche e le finanziarie devono assumere nel concedere questo tipo di prestito. Inoltre, poiché la rata viene trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla pensione del richiedente, il tasso di interesse è spesso fisso e non può essere modificato durante la durata del prestito.

Scarsa flessibilità

Un ulteriore svantaggio della cessione del quinto è legato alla flessibilità dei pagamenti. Poiché il prestito viene rimborsato attraverso la trattenuta diretta della rata dallo stipendio o dalla pensione, il richiedente non ha la possibilità di scegliere l’importo della rata o di modificare la durata del prestito. Questo può comportare difficoltà nel caso in cui il richiedente incontri difficoltà economiche o desideri modificare le condizioni del prestito.

Ottenere altri prestiti

Infine, un altro svantaggio della cessione del quinto è legato alla difficoltà nell’ottenere altri prestiti. Infatti, una volta sottoscritta la cessione del quinto, il richiedente potrebbe trovarsi nella situazione di non poter ottenere altri prestiti o finanziamenti, a causa della diminuzione del reddito disponibile dovuta alla trattenuta della rata dallo stipendio o dalla pensione.

Cessione del quinto e Fondo pensione: cosa comporta?

Quando un iscritto richiede un finanziamento con cessione del quinto il fondo riceve la notifica da parte della società finanziaria. Nella notifica è prevista la cessione in garanzia della posizione di previdenza complementare fino all’estinzione del debito. Al momento della notifica, il vincolo viene registrato sulla posizione dell’aderente interessato e sarà visibile anche nell’area riservata dell’aderente.

Quali prestazioni posso chiedere con una cessione del quinto attiva?

Anticipazioni

Le anticipazioni per spese sanitarie, per via della loro natura emergenziale, sono incedibili per 4/5 dell’importo richiesto mentre le anticipazioni per le altre causali sono liberamente cedibili per il totale dell’importo.

Questo significa che l’aderente con una cessione del quinto attiva può liberamente ottenere, senza alcun vincolo, fino a 4/5 della somma richiesta. Per accedere, invece, alla totalità della somma richiesta (5/5) ci deve essere il benestare del soggetto che ha concesso il finanziamento.

Per le altre tipologie di prestazione (prima casa/altre esigenze), in caso di richiesta da parte dell’aderente, il fondo provvederà ad inviare una richiesta di svincolo o di liberatoria agli istituti di credito interessati. Infine, inoltrerà una comunicazione all’iscritto avvisandolo dell’interruzione dei termini per l’evasione della richiesta, a causa della presenza di vincoli derivanti dal/dai contratti con cessione del quinto, comunicando, allo stesso tempo, di essere in attesa delle risposte da parte delle finanziarie.
In questi casi, quindi, la possibilità di erogare la prestazione è subordinata alla volontà della finanziaria.

Una volta ricevuta dalla finanziaria la liberatoria/estinzione anticipata viene definita la richiesta e, conseguentemente, decorrerà il termine di 90 gg. per l’accredito della somma. 

Riscatto

Richiesta effettuata dall’aderente: in questo caso Fondapi deve preventivamente chiedere alla finanziaria la liberatoria o il conteggio estintivo. Se l’aderente ha ancora un debito residuo nei confronti della finanziaria essa ha il diritto di accedere alla posizione previdenziale dell’iscritto per saldare il suo credito. Una volta estinto, l’eventuale somma rimanente sul Fondo pensione viene erogata all’aderente.

Richiesta effettuata dalla società finanziaria: in questo caso è la stessa società finanziaria che, non vedendo saldato il suo credito, procede con la richiesta di riscatto a titolo risanatorio del debito stesso.

In questo caso, se l’aderente ha concesso questo diritto alla finanziaria, il Fondo è obbligato a dare seguito alla richiesta della stessa.

In quest’ultimo caso, verranno illustrate al destinatario le diverse alternative, in merito alle quote residue ancora presenti presso il fondo. 

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Comunicato stampa – Fondapi, premiata la gestione finanziaria

Fondapi riceve il prestigioso premio finanziario TRIPLA A degli “Investment Manager Award” per la categoria Investimenti Previdenziali

Premio tripla a per la gestione finanziaria di Fondapi 2023

Fondo pensione negoziale con il maggior numero di prodotti con il massimo rating

Questa la motivazione alla base del premio!

Fondapi, Fondo pensione complementare negoziale, al quale possono aderire i lavoratori delle PMI che applicano uno dei contratti collettivi nazionali del lavoro Confapi Cgil, Cisl e Uil, ha ricevuto questo prestigioso riconoscimento in virtù del suo impegno costante per l’eccellenza nella selezione del portafoglio e della massima attenzione al monitoraggio dei rischi.

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Il TFR in azienda ha davvero battuto i fondi pensione?

L’anno appena concluso è stato il peggiore da un po’ di tempo a questa parte. Se con il 2020 e la pandemia globale pensavamo di averle viste tutte il 2022 è stato, se possibile, ancora peggio. Crisi energetica, iper – inflazione e il ritorno della guerra in europa sono stati – e sono tuttora – i principali fattori di instabilità che hanno causato una forte volatilità dei mercati finanziari globali. Le ripercussioni, per forza di cose negative, per i rendimenti dei fondi pensioni non si sono, quindi, fatte attendere. 

La domanda posta da alcuni aderenti se la rivalutazione del TFR in azienda ha battuto i rendimenti dei Fondi pensione è giusta e merita una risposta dettagliata. Ma andiamo con ordine.

Cosa è accaduto nel 2022?

Già a gennaio l’incremento della domanda di beni, legato alla ripresa dell’attività produttiva sui livelli pre-pandemici, aveva dato le prime avvisaglie di aumento dell’inflazione, a causa della scarsità di reperimento delle materie prime ed il conseguente aumento dei prezzi. 

Lo scoppio della guerra poi ha sconvolto tutti, operatori economici inclusi. Incrementando a dismisura i prezzi dell’energia e generando un’impennata dell’inflazione quasi senza precedenti. Come già affrontato in precedenti newsletter le banche centrali hanno reagito con un inasprimento delle politiche monetarie generando ulteriori “tumulti” finanziari.

Questo seguito di eventi ha avuto ovviamente i suoi effetti negati sull’andamento dei mercati finanziari globali, facendo registrare la peggiore annata – per i rendimenti – da oltre 20 anni. 

Solo per fare qualche esempio: sul lato azionario il FTSE MIB (principale indice azionario italiano) ha registrato nel 2022 una perdita annua del 12%. Si tratta della peggiore performance annuale dal 2018, quando l’indice era sceso del 16,1%, e della seconda peggiore negli ultimi dieci anni.

Sul lato obbligazionario l’aumento dei tassi di interesse da parte delle banche centrali di tutto il mondo, necessario a contrastare l’inflazione, ha causato una perdita di valore anche per questo segmento del mercato solitamente più sicuro.

Le previsioni dei gestori finanziari per il 2023?

La ripresa potrebbe partire proprio dal mercato obbligazionario. 

Per i mercati finanziari l’inasprimento della politica monetaria del 2022 destinato a debellare l’inflazione è stato doloroso soprattutto per il segmento delle obbligazioni quando i rendimenti delle nuove obbligazioni sono aumentati rendendo quelle di precedente emissione meno allettanti per gli investitori. 

Tuttavia, la correzione dei prezzi per le nuove obbligazioni ha riportato i rendimenti dei titoli di Stato a livelli che non si registravano da oltre un decennio. 

In questi termini il 2023 potrebbe rappresentare il punto di svolta per le obbligazioni, soprattutto per il settore governativo Investment Grade, che compone la maggior parte dell’ investimento del Fondo.

A supporto di questo scenario si registrano le attuali valutazioni di mercato che stimano per il 2023 una probabile riduzione dell’attuale livello di inflazione. Dunque un ritorno a politiche monetarie più accomodanti da parte delle banche centrali in termini di riduzione dei tassi di interesse. 

In questo senso la convergenza tra rendimenti alti e il punto di inflessione della politica dei tassi (riduzione) darà la possibilità di ottenere buoni rendimenti sul lato obbligazionario.

E se avessi lasciato il TFR in azienda?

Ovviamente l’andamento del mercato finanziario del 2022 ha avuto effetti negativi anche sulle posizioni dei nostri iscritti (purtroppo non si segnalano per tutto il settore finanziario gestioni con segno positivo).

La domanda da porsi è, quindi,

“è giusto valutare l’andamento del Fondo pensione dal risultato di un singolo anno? 

La risposta è no, è sbagliato.
L’investimento pensionistico è un tipo di investimento che ha un lungo orizzonte temporale. Pertanto, valutarne la bontà guardando al singolo anno, positivo o negativo che sia, può condurre a valutazioni errate.

Chi è iscritto a Fondapi da più tempo questo concetto ce l’ha ben presente. Pur avendo, anch’essi, subito la forte flessione dei mercati finanziari la loro posizione presenta ancora rendimenti fortemente positivi. Infatti, il loro saldo previdenziale è di gran lunga superiore al trattamento di fine rapporto versato sul Fondo pensione nel corso degli anni. 

Proviamo, quindi, a quantificare quale sarebbe oggi la mia posizione se non mi fossi iscritto a Fondapi e avessi lasciato il TFR in azienda. 

Questo esercizio, che può sembrare banale, è l’unico in grado di rispondere al quesito con cui abbiamo aperto questa newsletter: “la rivalutazione del TFR in azienda ha davvero battuto i fondi pensione?”.

Vuoi sapere quanto puoi ottenere dal contributo della tua azienda?

Il rendimento medio decennale di Fondapi confrontato con la rivalutazione del TFR in azienda.

confronto tra il rendimento medio decennale del fondo pensione e la rivalutazione del TFR in azienda

La tabella mostra il rendimento medio decennale dei tre comparti di Fondapi confrontato con la rivalutazione media decennale del TFR in azienda. 

L’unico comparto “battuto” è il “Garanzia” comparto che, ricordiamo, andrebbe utilizzato solo a pochi anni dal pensionamento (qui spieghiamo il perché). Inoltre, il rendimento dei comparti di Fondapi qui presentato è già al netto della tassazione sulle rendite finanziarie. Il Trattamento di fine rapporto in azienda è presentato, invece, al lordo della tassazione sulla rivalutazione. 

Riteniamo che questa tabella riassuma bene il concetto di investimento con orizzonte temporale di lungo periodo. Prendiamo, ad esempio, il comparto Crescita; nonostante il forte rendimento negativo di quest’anno presenta un rendimento medio decennale medio di circa il 5%, netto!

Ancora, bisogna tenere a mente che grazie alla previdenza complementare oltre al TFR, per chi ha scelto di aderire con il suo contributo personale, c’è anche il contributo da parte dell’azienda.

Ma le percentuali dei rendimenti non ci aiutano a quantificare veramente il divario tra noi che abbiamo preferito il Fondo pensione e i nostri colleghi che hanno optato per lasciare il trattamento di fine rapporto in azienda. Perciò abbiamo quantificato, numeri (numeri, non percentuali) alla mano questa differenza di cifre. 

Quanto sarebbe il TFR se non vi foste iscritti?

confronto tra il rendimento del fondo pensione e la rivalutazione del TFR in azienda
La simulazione è eseguita su un reddito annuale lordo di circa 19.000€.

La tabella confronta l’ipotesi di una posizione di accumulo TFR in azienda rispetto al caso di destinazione del TFR al Fondo pensione (a seconda del comparto scelto) con aggiunta di una quota sia da parte del lavoratore che da parte dell’azienda (stimata per entrambi pari all’1,6%). RAL 19.000€

I vantaggi della scelta di Fondapi nel tempo sono lampanti e mostrano un valore superiore al TFR lasciato in azienda tra i 1800€ e i 2400€

Il grafico, inoltre, non quantifica gli altri enormi vantaggi fiscali della previdenza complementare per chi sceglie di costruirsi una pensione integrativa:

  • Importi deducibili ogni anno fino ad un massimo di € 5.164,57;
    grazie al versamento sul fondo ogni anno abbassi l’ammontare di tasse pagate grazie alla deducibilità dei contributi tuoi e dell’azienda
  • Aliquota fiscale (IRPEF) a prestazione previdenziale tra il 15% e il 9%;
    al momento del pensionamento la tassazione applicata dal fondo pensione su quanto accumulato è al massimo del 15%. Ogni anno di iscrizione successivo al quindicesimo scende di 0,3% fino ad un minimo del 9%.

La tassazione del TFR dall’azienda, invece, ha un’aliquota media di imposta sostitutiva che oscilla tra il 23% ed il 25% per redditi medio/bassi.

Sul TFR accantonato durante tutti gli anni di servizio questa differenza di percentuale può arrivare a valere oltre 10.000€ di risparmio fiscale. Un valore enorme! 

Conclusioni

Noi ci fermiamo qua. Trarre le dovute conclusioni crediamo spetti a voi.
Ricordiamo che restiamo disponibili a fornirvi tutti i chiarimenti e consigli che vi possono essere utili. Siamo raggiungibili, come di consueto al numero 0422/1745981 (call center) o attraverso il form email a questo link.

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