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Cosa sta accadendo sui mercati finanziari globali?

A fine 2021 l’economia globale e i mercati finanziari sembravano essersi ripresi dalla “botta” del Covid-19.

Poi due shock:

  • l’aumento dei prezzi delle forniture energetiche;
  • lo scoppio della guerra in Ucraina.

I conflitti bellici, in generale, hanno sempre creato turbolenze sui mercati finanziari per la difficoltà di prevedere gli effetti che ne scaturiscono e la dimensione di coinvolgimento potenziale.

Il vero problema, se tralasciamo il costo umano del conflitto, è la dipendenza energetica italiana ed europea dal gas russo. Questa è la difficoltà che più da vicino interessa l’universo europeo, le nostre imprese, i nostri lavoratori.
Il prezzo del gas da marzo a oggi ha avuto una crescita inaspettata e repentina innescando e accentuando la spirale inflazionistica avviatasi a inizio anno. Va detto, ad osservare gli ultimi due-tre anni di attività, che la reazione dell’Europa di fronte alle crisi si è fatta più incisiva. Più concreta rispetto al passato, con il tentativo imporre un tetto al prezzo del gas.

Come hanno reagito le banche centrali

L’inflazione fuori controllo ha costretto le banche centrali a intraprendere e attuare politiche antinflazionistiche. Queste sono volte a ridurre il denaro che circola nell’economia. Come?
Alzando i tassi di interesse e rendendo più appetibili – per i consumatori – gli investimenti in obbligazioni, da troppo tempo con rendimenti vicini allo zero. Indurre le famiglie a investire parte dei loro risparmi in questo tipo di strumenti ha, però, un rovescio della medaglia:

  • l’aumento del costo di finanziamento per le imprese;
  • l’onere dei mutui per le famiglie.

FED (banca centrale statunitense) e BCE (banca centrale europea) sono perfettamente consapevoli di questo risvolto negativo. Hanno, però, più volte dichiarato che il contenimento dell’inflazione è il principale obiettivo da raggiungere nel breve-medio periodo; anche a costo di una probabile recessione. In sostanza si tratta di innescare una sorta di “recessione controllata” per evitare che il rialzo dei prezzi sfugga dal controllo delle banche centrali con effetti di redistribuzione della ricchezza.

La classica medicina amara che prima si prende e meglio è.

La strategia del Fondo in relazione all’andamento dei mercati finanziari

Se si osservano i risultati di medio-lungo periodo possiamo dire che Fondapi ha superato brillantemente le sfide che si sono presentate nel corso degli ultimi 20 anni di gestione.
L’impostazione del Fondo ora è volta principalmente a:

  • preservare e conservare i risultati fin qui raccolti;
  • verificare eventuali occasioni di investimento una volta che lo scenario sarà diventato più chiaro.

Negli ultimi mesi, quindi il rischio complessivo associato al portafoglio si è ridotto notevolmente. Inoltre, è stata intensificata l’interlocuzione con i gestori finanziari per monitorare via via gli eventi. 

Cosa fare quando i mercati finanziari sono instabili

In queste occasioni si rende doveroso ricordare alcuni cardini della scelta di aderire alla previdenza complementare:

1.         È necessario mantenere i nervi saldi. Negli ultimi venti anni abbiamo superato diverse crisi che hanno avuto impatto sui rendimenti. Nel medio–lungo periodo, però, i risultati sono arrivati: il posizionamento della gestione accorta ha sempre consentito di recuperare.

2.         La struttura dell’investimento periodico e continuativo nel Fondo (ogni bimestre) attenua gli andamenti molto altalenanti. L’investimento avviene sia nelle fasi di ribasso che in quelle di rialzo.

3.         Uscire dal comparto di investimento attuale (specialmente se Crescita o Prudente) significherebbe realizzare delle perdite che al momento sono solo virtuali.

4.         Teoria Life Cycle: questa teoria fa corrispondere la scelta del comparto alla durata dell’investimento.

Applicata al Fondo pensione si traduce in:

  • scegliere il comparto Crescita quando il tempo alla pensione è lontano;
  • passare, poi, al comparto Prudente a 10 anni dal pensionamento;
  • solo negli ultimi 5/3 anni passare al comparto Garanzia.

Un approccio di questo tipo (esplicitato anche nella nota informativa di Fondapi) tutela maggiormente l’interesse di accumulare risorse senza legare le scelte a momenti contingenti.

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Risultati elezioni Assemblea dei Delegati

Il 4 luglio 2022 la Commissione elettorale si è riunita e ha proceduto allo scrutinio delle votazioni per il rinnovo dell’Assemblea dei Delegati del Fondo nazionale pensione complementare per i lavoratori delle PMI Fondapi.

Le votazioni per la prima volta si sono tenute esclusivamente online, come da decisione assunta dalle parti sociali. L’elenco dei lavoratori Delegati – Titolari e supplenti – eletti è disponibile cliccando qui.

L’elenco dei rappresentanti delle imprese eletti è disponibile cliccando qui.

Come da Statuto Fondapi la nuova Assemblea resterà in carica per il prossimo triennio e tutelerà gli interessi di lavoratori e imprenditori soci di Fondapi.

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Chiusura estiva degli uffici

Nel periodo compreso tra 1° agosto e 4 settembre 2022 gli uffici di Fondapi resteranno chiusi.

Il centralino telefonico e gli uffici riprenderanno le normali attività in data 5 settembre 2022.

La posta e tutte le richieste che perverranno in qualsiasi modalità (e-mail, PEC, Area riservata, raccomandate e posta ordinaria) saranno prese in carico e lavorate a partire dalla riapertura degli uffici.

All’interno del sito fondapi.it i lavoratori e aziende possono reperire importanti informazioni:

  • Le aziende utilizzando la circolare operativa trovano risposta ai principali e più frequenti quesiti
  • I lavoratori hanno a disposizione la sezione “domande e risposte”.
    Inoltre, le principali documentazioni sono facilmente scaricabili da Area riservata, raggiungibile cliccando qui.

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Maggiore sicurezza: introdotto l’OTP per accesso all’Area riservata Fondapi

Dal 18 luglio 2022 cambia la modalità di accesso all’area riservata Fondapi: per rafforzare la sicurezza Fondapi introduce l’OTP (One Time Password)!

Cosa cambia con l’accesso all’Area riservata tramite OTP?

Per garantire i più elevati standard di sicurezza Fondapi introdurrà la tecnologia OTP (One Time Password) per effettuare l’accesso all’Area riservata dei lavoratori. Il codice verrà richiesto al momento dell’accesso alla propria area e ogni volta che l’Aderente vorrà compiere un’operazione online. È, tuttavia, prevista la possibilità di accedere in sola consultazione senza dover ricorrere all’utilizzo dell’OTP. In questo caso però, non sarà possibile effettuare operazioni. L’Aderente potrà, solamente, controllare l’andamento della posizione e lo stato contributivo.

Perché?

Notizie inerenti furti di password e dati personali sono, purtroppo, all’ordine del giorno. Per Fondapi è prioritario proteggere e tutelare i vostri risparmi. L’adozione del sistema OTP opera in questo senso! Infatti, questa password temporanea, già adottata da numerose e importanti entità, consente di elevare ai massimi livelli la sicurezza del proprio conto online.

Come funzionerà l’OTP?

Le modalità di accesso in una prima fase rimangono le stesse. L’Aderente deve inserire il proprio codice fiscale e la password. Subito dopo gli sarà richiesto di generare tramite il suo smartphone, con l’App Fondapi installata, il codice OTP da inserire nell’apposito campo. Dopo averlo inserito, l’Aderente avrà accesso completo alla propria Area e potrà disporre tutte le operazioni. Per ogni operazione verrà richiesto un nuovo codice OTP, sempre generato attraverso l’App Fondapi installata sul suo telefono.

Come impostare l’OTP per accedere all’Area riservata

  1. Innanzitutto è necessario scaricare l’App Fondapi sul proprio smartphone.
    Qui il link per iOS – iPhone.
    Qui il link per Android.
  2. Una volta scaricata l’App è necessario effettuare il Login (inserendo codice fiscale e password);
  3. Effettuato l’accesso è necessario registrare il dispositivo.
    Cliccando sulle tre lineette in alto a sinistra si apre un menù.
    Cliccare la prima voce “Registra dispositivo”.
  4. Seguire la procedura guidata, impostando un PIN e nel caso, se il telefono è abilitato, i riconoscimenti biometrici (riconoscimento volto .
  5. In ultimo, confermare il PIN cliccando su “Registra questo dispositivo”.
  6. Fatto! Ora il dispositivo è correttamente registrato. Quando dovrai effettuare un’operazione ti basterà generare un codice OTP dall’App e confermare quanto da te disposto.

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Al via le elezioni per la nuova Assemblea Fondapi

Dal 27 giugno al 3 luglio gli Aderenti e le Aziende possono esercitare il loro diritto di voto per l‘elezione della nuova Assemblea. La procedura, totalmente telematica, non dura più di 5 minuti del proprio tempo e permette ai lavoratori e alla aziende di dire la loro sulla costituzione della futura Assemblea.

L’Assemblea del Fondo è l’organo che rappresenta i lavoratori e gli imprenditori curandone gli interessi.

Per la seconda volta le elezioni si terranno esclusivamente online. Basterà accedere all’Area riservata nelle date indicate ed entrare nel portale per la votazione online.

N.B. Come da regolamento elettorale potranno votare i soli lavoratori che hanno aderito prima del 27 gennaio 2021.

Per maggiori informazioni e istruzioni si può fare riferimento alle guide al voto predisposte appositamente per l’occasione.

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La gestione finanziaria di Fondapi premiata ancora una volta!

Il 28 aprile Fondapi è stato premiato agli Investment Manager and Advisor Awards 2022, organizzati da Milano Finanza, per la gestione finanziaria.

Fondapi è risultato essere il Fondo negoziale con il maggior numero di prodotti con il massimo del rating.

Tutti e tre i comparti di investimento Fondapi hanno ottenuto la Tripla A.

È la seconda volta in tre anni che Milano Finanza premia Fondapi per i suoi risultati al vertice del settore!

Alla premiazione è intervenuto il Presidente di Fondapi, Alberto Castelli, che ha parlato delle difficoltà delle PMI italiane in questo particolare momento storico. Fondapi è, infatti, il fondo negoziale di categoria destinato ai lavoratori e alle imprese che prevedono uno dei seguenti contratti collettivi per le piccole e medie imprese: Metalmeccanico, Chimico e Accorpati, Plastica e Gomma, Tessile, Grafico, Alimentare, Edile, Informatico, Laterizi e cemento, Lapidei, Servizi alle imprese, Calce e gesso.

La gestione finanziaria di Fondapi premiata ancora una volta!

Il prestigioso riconoscimento conferma la bontà della gestione finanziaria di Fondapi che offre ai propri aderenti un servizio di investimento di primordine che ben remunera i loro risparmi.

È proprio questo uno dei più importanti vantaggi della previdenza complementare. A differenza di chi lascia il TFR in azienda o lo versa all’INPS (dipendenti delle aziende con più di 50 dipendenti) chi sceglie di versare il TFR a Fondapi beneficia:

  • Degli ottimi rendimenti di comparti del Fondo (su base decennale i comparti Crescita, Prudente e Garanzia hanno reso, rispettivamente, il 94,4%, 63,97% e 22,85% valori cumulati già al netto delle imposte). Significa che chi, 10 anni fa, scelse il comparto crescita, nel dicembre del 2021 aveva quasi raddoppiato le risorse investite.
  • Dell’eventuale contributo del datore di lavoro. Beneficio esclusivo di chi versa anche un contributo a proprio carico. È evidente che il contributo del datore di lavoro è un vero e proprio rendimento implicito a cui diversamente non si avrebbe accesso.

Rendimenti cumulati

wdt_ID Periodo di riferimento Garanzia Prudente Crescita TFR in azienda
1 Anno 2021 1,24% 5,53% 10,71% 4,36%
2 Ultimi 3 anni (2019 - 2021) 6,12% 20,18% 30,77% 7,82%
3 Ultimi 5 anni (2017 - 2021) 6,05% 21,10% 31,38% 12,56%
4 Ultimi 10 anni (2012 - 2021) 22,85% 63,97% 94,40% 24,28%
Periodo di riferimento Garanzia Prudente Crescita TFR in azienda

Covid, guerra e crisi sistemiche: cosa c’è da sapere!

Ricordiamo che l’investimento pensionistico ha un orizzonte temporale di medio e lungo periodo. Pertanto, non bisogna soffermarsi sulle oscillazioni del valore quota dei singoli mesi, ma considerare un periodo che tenga conto di più anni.

Periodi di crescita negativa sono, infatti, fisiologici dei mercati finanziari. Dal 2000 in poi abbiamo assistito a diverse crisi, ultime per cronologia la pandemia da Covid-19 e la guerra russo-ucraina che hanno inciso negativamente sui rendimenti. Per approfondire consigliamo la lettura della newsletter Montagne Russe.

In particolare, con la crisi sanitaria dovuta al Covid-19, nei primi mesi del 2020 assistemmo ad una situazione simile. Il valore quota di tutti i comparti tra marzo e agosto era crollato, ma da settembre tornò a crescere. A novembre tornò a livelli pre-pandemia e tutti gli iscritti avevano già recuperato le perdite registrate ad inizio anno.

Nulla può, ovviamente, essere detto sui rendimenti futuri della gestione dei prossimi mesi. I rendimenti passati non sono garanzia di quelli futuri, tuttavia la storia di quasi 20 anni fa ben sperare.

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In pensione non ci andrò mai: i giovani e la previdenza complementare

La previdenza complementare è pensata anche per i giovani. Scopriamo perché!

Quante volte, parlando tra amici, si ride e si scherza sugli anni che mancano alla pensione?

Quante volte, forse esagerando, si dice che non ci arriveremo mai? In realtà ci arriveremo, tardi, ma ci arriveremo.
La vera domanda è: ci basterà?
Sarà sufficiente a soddisfare i bisogni e le spese che gli ultimi anni di lavoro coprivano? Forse no!

Per fortuna noi giovani (si, “noi” perché chi scrive ha 29 anni) abbiamo diversi assi nella manica:

  • Sperare di lavorare sempre e di non rimanere mai disoccupati;
  • Sperare che il PIL italiano riprenda a crescere assicurandoci un’adeguata rivalutazione dei nostri contributi previdenziali;
  • Sperare di capire l’importanza di aderire a forme di previdenza complementare.

Ma perché “sperare di capire”?

Perché il primo impatto con la previdenza complementare è sempre violento! Un po’ perché in Italia l’educazione finanziaria è una sorta di tabù; un po’ perché quando si tratta dei nostri soldi vige sempre una buona dose di sana diffidenza verso chi ce ne parla. Pensi solo “Dov’è la fregatura?” E alla fine non ascolti.

Scappi, ma ti hanno messo la pulce nell’orecchio. In effetti a metterti da parte qualcosa per gli anni a venire ci hai già pensato. Ogni volta cerchi di capire come fare, di districati tra migliaia di blog, video, articoli e chi più ne ha più ne metta. Ma venirne a capo è complicato e alla fine abbandoni.

La previdenza complementare in realtà risponde perfettamente alla tua esigenza, per sua natura stessa! È stata progettata per rispondere ai bisogni di piccoli risparmiatori che non hanno le conoscenze necessarie per lanciarsi sui mercati finanziari.

Da una parte consente di creare, nel tempo, un risparmio che genera rendimenti, cresce e integrerà la tua pensione.
Dall’altra ti consente di accumulare delle somme alle quali, volendo – in caso di necessità – si può attingere anche molto tempo prima del pensionamento.

Vedremo più avanti che per le anticipazioni servono al massimo 8 anni di iscrizione alla previdenza complementare. È, quindi, cruciale, in questo senso, aderire il prima possibile per poter beneficiare di quanto accumulato quando se ne ha necessità!

Perché i giovani – e non solo- dovrebbero (af)fidarsi alla previdenza complementare?

Perché Fondapi permette ai giovani lavoratori previdenti di investire piccole somme composte prevalentemente dal:

  • TFR;
  • Un eventuale contributo a loro carico che dà diritto al contributo del datore di lavoro.

La convenienza è, quindi, poter investire denaro di cui in realtà non si dispone. La convenienza è, quindi, poter investire denaro senza aver bisogno di conoscere o studiare i mercati finanziari. È, infatti, il Fondo e gli enti ad esso collegati – Banca depositaria e gestori finanziari – che studia e analizza il mercato, i trend e i fattori che portano all’ottenimento di rendimenti vantaggiosi. La convenienza è anche nel poter disporre delle somme versate pure prima del pensionamento, molto prima se si è giovani! Sono, infatti, necessari appena 8 anni di contribuzione per poter richiedere la prima anticipazione. La convenienza è, ancora, a livello fiscale: i rendimenti subiscono una tassazione vantaggiosa (20% a fronte del 26%). La convenienza è anche nei costi. Fondapi costa 22€ all’anno.
Già di per sé una cifra ridicola, alla quale, però, bisogna ancora sottrarre la quota di IRPEF risparmiata annualmente (nel caso si voglia contribuire al Fondo con un proprio contributo). E, se vogliamo, proiettandoci verso il riscatto per pensionamento, l’ingente risparmio fiscale sull’IRPEF dovuta sul proprio TFR. Infatti, la tassazione media del TFR lasciato in azienda oscilla tra il 24/25%; la tassazione che Fondapi applica al TFR è al massimo del 15%, ma può scendere fino al 9%.
In poche parole, significa che su un TFR da 37.500€ l’Agenzia delle entrate tratterrà 9.250€ (24,67%) se è in azienda, mentre se su Fondapi tratterrà solo 5.625€ (15%) [anzianità contributiva: 15 anni]. Sono cifre che si commentano da sole!

Qualche dato

Molti giovani lavoratori stanno iniziando a comprendere i vantaggi della previdenza complementare. Stanno iniziando a comprendere che la previdenza complementare è pensata anche per loro e per il loro futuro. Le adesioni a Fondapi certificano questa tendenza, giovanissimi e giovani, nel 2021, sono infatti aumentati del 15% rispetto all’anno precedente.

Fondapi crede fermamente nel valore della previdenza complementare e nella sua diffusione tra i giovani e tra i lavoratori tutti come strumento di tutela del loro stesso futuro.

Vantaggi adesione previdenza complementare

Marco Canepa
Promozione e Sviluppo

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IL FUNZIONAMENTO DI FONDAPI: Il valore quota

Con questo approfondimento imparerai:
– Cos’è il valore quota;
– A cosa serve;
– La teoria Life Cycle applicata alla scelta del comparto;
– Come comportarti quando il valore quota scende.

Le basi

L’adesione alla previdenza complementare Fondapi implica il versamento del proprio TFR. Volendo, inoltre, i lavoratori possono decidere di versare un loro contributo aggiuntivo che da diritto al contributo del datore di lavoro. Questo è sicuramente uno dei grandi vantaggi di Fondapi, per conoscere gli altri clicca qui.

I contributi versati però, per non perdere valore nel corso del tempo (a causa dell’inflazione) e per generare un rendimento, che vada a gratificare i sacrifici fatti, vengono regolarmente investiti.

Fondapi investe, tramite gestori finanziari specializzati, le risorse versate dai suoi aderenti in tre tipi di comparto. Prevedendo una gestione finanziaria multi-comparto (garanzia, crescita e prudente) l’investimento avviene in base alle scelte di ogni singolo iscritto che aderisce a uno solo dei tre comparti offerti.
Scopriamo il funzionamento di questo meccanismo.

Cos’è e cosa si intende per valore quota

Il valore quota è il prezzo delle quote possedute da Fondapi. Questo prezzo varia di mese in mese in base all’andamento dei titoli presenti in ogni comparto d’investimento.

A cosa serve il valore quota

Serve a valorizzare e trasformare in un rendimento le somme che gli aderenti a Fondapi versano sulla loro posizione. In particolare, con i versamenti ricevuti Fondapi acquista un certo numero di quote (in base al loro valore) che poi redistribuisce a tutti gli aderenti in proporzione a quanto ognuno ha versato.

Facciamo un esempio:

Il Sig. Rossi, nel mese di gennaio, ha versato sulla sua posizione in Fondapi 100€.

Il valore quota del mese di gennaio era pari a 10€.

Fondapi riceve i 100€ del Sig. Rossi distribuiti in 10 quote (100€/10€=10quote).

Il mese successivo, febbraio, Rossi versa 150€.

Il valore quota, nel frattempo, è aumentato da 10€ a 12€.

Fondapi, quindi, distribuisce altre 12,5 quote (150€/12€=12,5quote)

Rossi ora possiede un totale di 22,5 quote (10 che pagate 10€/l’una e altre 12,5 pagate 12€/l’una)

Nel mese di marzo il valore quota sale ancora e arriva a 20€. Rossi però, decide di riscattare la sua posizione e non fare alcun versamento. Di fatto si può dire che egli stia vendendo tutte le sue 22,5 quote al valore di 20€/l’una. Incassando così 450€ (20€x22,5quote).

Se il valore quota aumenta mese dopo mese si ha un rendimento positivo, se, viceversa, diminuisce si ha un rendimento negativo. La valutazione sull’andamento del valore quota DEVE prendere in esame periodi che tengano in considerazione l’orizzonte temporale di investimento. Per la maggior parte degli iscritti alla previdenza complementare quest’orizzonte, essendo la pensione, è di lungo, se non lunghissimo, periodo.

Ma quale comparto scegliere? La teoria del Life Cycle!

Come si fa quindi a scegliere in quale dei tre comparti di investimento di Fondapi investire i propri risparmi?
I dubbi sono normali in questa fase! Ci viene in soccorso la teoria del Life Cycle. La quale suggerisce che tale decisione venga presa in base all’orizzonte temporale di investimento. Cioè il momento in cui, presumibilmente, riscatterò le somme o parti di esse

«Più è lungo l’orizzonte temporale del mio investimento, maggiore è il rischio/rendimento che posso accettare dal mio investimento. Con il ridursi dell’orizzonte temporale, ridurrò il profilo rischio/rendimento del mio investimento».

In sostanza posso permettermi di vedere, nel corso del tempo, delle oscillazioni. In caso anche negative dato che il momento in cui ritirerò le somme è lontano nel tempo. Se passa diverso tempo, a fronte di rischi maggiori, è probabile che verrò ricompensato da rendimenti maggiori.
Dunque, il suggerimento della teoria Life Cycle sostiene la convenienza nell’investire assumendosi maggiori rischi quando si è lontani dal momento di ritirare le somme. Riducendo via via il rischio avvicinandosi al momento del riscatto.

In sostanza investire nel comparto:

  • Crescita, fino ai 10 dal pensionamento;
  • Prudente, dai 10 ai 5 anni al pensionamento;
  • Garanzia, dai 5 anni in poi al pensionamento.

Resta ferma la piena discrezionalità di tale scelta e la possibilità di modificarla di anno in anno.

La regola ha una triplice finalità:

  • avvantaggiarsi della crescita di lungo periodo dei mercati azionari massimizzando i rendimenti;
  • preservare nel tempo il patrimonio accumulato investendo in un comparto di rischio proporzionato al tempo;
  • proteggere il lavoratore da “sorprese dell’ultimo momento” investendo in un comparto garantito che concede bassi rendimenti, ma protegge il risparmio in prossimità del pensionamento.

Istruzioni per l’uso: cosa fare quando il valore quota scende?

Quando il valore quota sale siamo tutti contenti e non prestiamo particolare attenzione alle sue oscillazioni. Viceversa, quando diminuisce, comprensibilmente, iniziamo a preoccuparci e a domandarci che fare.

Prima di agire bisogna pensare attentamente: si tratta dei nostri soldi e decisioni avventate potrebbero rivelarsi dannose.

Non ci stanchiamo mai di ribadire che lo scopo del fondo pensione è l’obiettivo previdenziale. Ovvero, la costruzione di una pensione integrativa a quella dell’INPS che, salvo casi particolari, riscatteremo una volta raggiunti i requisiti anagrafici e contributivi necessari.

Ulteriore considerazione è che sul Fondo gli aderenti non posseggono soldi in senso stretto, ma quote. Per comodità i Fondi mostrano il controvalore in valuta. È importante tenere a mente che il numero di quote non varia in funzione del loro valore. Per questo motivo, se il valore della quota scende il controvalore in valuta diminuisce, ma la diminuzione rimane virtuale.
Fin quando rimane virtuale? Fino al momento in cui decidiamo di disinvestire (cioè riscattare) la nostra posizione. Disinvestire significa compiere un’operazione, sia essa un riscatto, un’anticipazione, un trasferimento o ancora un cambio comparto. Compiere una di queste operazioni in un momento in cui il valore quota è diminuito significa cristallizzare, rendere reali, le perdite dovute alla sua diminuzione.

Infine, ricordiamo che, come da esempio del Sig. Rossi, i versamenti nel Fondo sono periodici. Questa particolarità consente di attenuare naturalmente gli effetti delle oscillazioni del valore quota.

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Montagne “RUSSE”. L’andamento di Fondapi in questo particolare momento!

Il contesto macroeconomico

Dopo un periodo turbolento e inaspettato, come quello condizionato dall’emergenza sanitaria degli anni appena trascorsi, da ormai qualche settimana ciascuno di noi ha lo sguardo puntato sul conflitto russo-ucraino. La guerra, infatti, evoca scenari di incertezza ai quali non eravamo più abituati. E’ giusto, quindi analizzare l’andamento di Fondapi in questo particolare momento!

La perdita di vite è un prezzo troppo alto, al quale non avremmo voluto assistere!

Il forte impatto sui prezzi del mercato dell’energia, il repentino rialzo dei tassi e la politica di riduzione della liquidità da parte della BCE, fanno da cornice a scenari estremamente volatili che si ripercuotono sull’andamento dei comparti di investimento di Fondapi.

Ora, come in passato, è cruciale non lasciarsi guidare dall’emotività!

L’economia e la finanza richiedono calma e razionalità. Farsi prendere dall’emotività, in queste materie, conduce solo a disastri. È bene, quindi, agire con lungimiranza ed intelligenza; andando in primo luogo ad analizzare la propria tipologia di investimento: il Fondo pensione!   

In ogni periodo di incertezza il Fondo intensifica l’interlocuzione con i gestori finanziari per conoscere i possibili effetti sui portafogli di gestione. Consapevoli che nel mondo globalizzato nel quale viviamo non sia possibile evitare alcuni effetti depressivi, ma che sia certamente opportuno ragionare in una visione di medio – lungo periodo, che è la caratteristica saliente di un Fondo Pensione.

L’andamento di Fondapi

Se si osserva il grafico sottostante si vede che la gestione di tutti i comparti (con effetti diversi) ha subito nel tempo parziali riduzioni di valore che sono poi state recuperate in poco tempo.

Dal 2008 in poi gli effetti negativi di momenti difficili quali la crisi dei subprime, la crisi del debito in Europa e la pandemia, per citarne alcuni, sono stati mitigati dai successivi recuperi. (si veda anche la tabella con i rendimenti netti su base annuale dei singoli comparti presentata nella precedente newsletter)

Alla data dell’avvio del conflitto, dall’esame dei portafogli di gestione complessivi la presenza di titoli obbligazionari o azionari russi o ucraini era in dimensioni assolutamente trascurabili. Ben inferiore all’1%.  Gli stress test che regolarmente vengono effettuati per verificare la resilienza del portafoglio a scenari negativi o fortemente negativi mostrano una buona tenuta dei portafogli di gestione rispetto al mercato di riferimento.
L’attenzione nostra e dei gestori è, in ogni caso, ai massimi livelli.   

Meccanismi di tutela del proprio capitale

Rimaniamo convinti che il lavoratore deve sempre avere a mente alcuni concetti. Meccanismi impliciti di tutela dell’investimento pensionistico e, a tal proposito, vogliamo riportarvi alcune considerazioni:

  1. La composizione dei comparti di investimento di Fondapi è fortemente diversificata. Spazia su diversi mercati mondiali. E arriva in media al 50% di azioni solo nel caso del comparto Crescita (al 25% nel caso del Prudente, all’8% nel comparto Garanzia). Questo fa sì che i rendimenti complessivi subiscano delle riduzioni moderate rispetto alle riduzioni degli indici totali.
  2. L’obiettivo previdenziale: Il Fondo pensione, come noto, è uno strumento di risparmio di lungo periodo, che termina con il pensionamento del lavoratore e che, quindi, è ora in piena fase di costruzione.
  3. Ogni perdita registrata RIMANE VIRTUALE fino a che non disinvestiamo la nostra posizione accumulata attraverso la richiesta di un riscatto, un’anticipazione o un trasferimento.
    In quest’ottica cambiare comparto equivale, in termini finanziari, ad una liquidazione;
  4. Smobilizzare in un momento di decrescita, tutto o parte, il proprio capitale (agendo quindi d’impulso) si tradurrebbe in una perdita sicura;
  5. Attendere, invece, il recupero del valore quota può portare al rispristino della propria posizione e condurre poi a valori più elevati in futuro.

Con la crisi sanitaria dovuta al Covid-19, nei primi mesi del 2020 assistemmo ad una situazione simile. Il valore quota di tutti i comparti tra marzo e agosto era crollato, ma da settembre tornò a crescere e a novembre tutti gli iscritti avevano già recuperato le perdite registrate ad inizio anno.

  • Investimenti periodici: il fatto che i versamenti nel Fondo Pensione sono periodici consente di attenuare naturalmente gli effetti delle oscillazioni di mercato: si investe nel momento in cui le quotazioni sono alte e anche in quelle in cui sono ridotte con il risultato, nel lungo periodo, di ridurre le oscillazioni del valore di quota del vostro comparto di investimento.
  • Il contributo aziendale e i vantaggi fiscali di questo tipo di risparmio (Fondo pensione complementare) costituiscono ulteriori protezioni che attenuano significativamente le conseguenze economiche negative dei periodi turbolenti.

E allora cosa devo fare come iscritto?

In conclusione, riteniamo utile verificare che effettivamente il tempo che manca alla data di pensione sia congruo rispetto alle scelte adottate:

  • Mancano 5 anni alla pensione?  Il Comparto da preferire in un’ottica di tutela delle variazioni di quanto accumulato dovrebbe essere il GARANZIA (circa il 18% degli iscritti)
  • Mancano tra 5 e 10 anni alla pensione?  Il Comparto da preferire dovrebbe essere il PRUDENTE (circa 70% degli iscritti)
  • Mancano tra 10 e 15 anni, o più, alla pensione?  Il Comparto da preferire dovrebbe essere il CRESCITA (circa il 12% degli iscritti).

Certamente la scelta è vostra! Va temperata anche con le date delle possibili richieste di riscatto, anticipazione o trasferimento e con il profilo di ciascuno di voi (attitudine al rischio, risparmi personali, ecc..), ma è parte integrante della scelta di aderire alla Previdenza e va costantemente verificata.

Buona Previdenza a tutti!  

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Riflessioni sull’8 marzo: l’adesione femminile alla previdenza complementare

Oggi 8 marzo, rivolgendo un pensiero di auguri a tutte le donne, Fondapi vuole soffermarsi a riflettere sul tema dell’adesione femminile alla previdenza complementare.

Il gender gap e alcune sue cause

In Italia il gender gap previdenziale rimane ancora molto elevato. Sul totale degli iscritti alla previdenza complementare le donne sono solo poco più di un terzo. Eppure, sarebbero proprio loro che potrebbero avere maggiore bisogno di una copertura integrativa una volta raggiunta l’età pensionabile.

È, infatti, noto come l’importo medio delle pensioni in Italia risulti sensibilmente inferiore per le donne rispetto agli uomini.
Tra gli svariati fattori che possono concorrere a questa situazione elenchiamo i due principali:

  • Ricorso alla maternità
  • Ricorso al lavoro part-time

Situazioni queste che, riducendo o bloccando i versamenti previdenziali, inevitabilmente vanno ad abbattere l’ammontare della pensione finale. L’introduzione del metodo di calcolo contributivo ha posto, in questo senso, in drammatica evidenza il tema dell’adeguatezza della prestazione attesa in presenza di carriere lavorative discontinue e intermittenti.

La soluzione al gap di genere va, quindi, ricercata in un avanzamento della condizione lavorativa femminile attraverso misure e servizi volti a ridurre tali discontinuità, riconoscendo il fondamentale ruolo sociale della donna e il valore intrinseco della maternità.

Le proposte

Serve, quindi, la costruzione di un efficace ed efficiente sistema di “welfare” per l’infanzia e, più in generale, per le persone non autosufficienti. Bisogna, poi, collegare queste misure a una maggiore educazione finanziaria. L’effetto positivo non solo influirebbe sulla pensione di primo pilastro (INPS) e, anche, sulla pensione di secondo pilastro (complementare).

Inoltre, l’adesione femminile alla previdenza complementare permetterebbe di accantonare una somma rilevante per coprire alcuni buchi contributivi che potrebbero comunque verificarsi durante tutto l’arco della vita lavorativa!

A tal proposito, in conclusione, ricordiamo lo strumento introdotto con la legge di bilancio del 2017: la RITA. Acronimo di Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, consente ai lavoratori/lavoratrici rimasti inoccupati a pochi anni dalla pensione di ottenere una rendita che li traghetti in tranquillità verso la pensione.

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